Giordana Bassani

Lo stile pittorico di Giò Stefan è immediato, elegante, con una grazia rarefatta che sembra la diretta emanazione della personalità schiva e curiosa insieme della pittrice: tutte le sue tele hanno formati importanti, eppure nessun dettaglio è lasciato indistinto, ma tracciato con la maestria di chi non accetta che vi siano gerarchie tra soggetto e panorama, anche nella serie dedicata alla velocità e alle metropoli, in cui il rombo del motore diventa la grazia sognante di un panorama metropolitano. Le automobili e le motociclette, ispirate alla poetica della pop art mediata dal fascino futurista delle cromature diventano interpreti del mondo, raccontando la nostra contemporaneità nel loro silenzio sospeso ed astratto.

La poetica di Giò Stefan racconta e sovrappone storie di donne, di eleganza e di forza sommessa che si trasformano in divertite citazioni di quello che è nascosto dietro la piega di un sorriso o sotto l’allure di un abito perfetto. Luminose, irriverenti, piene di energia e comunque affascinanti le tele della pittrice trevigiana trasmettono la sua passione per una bellezza che esce dalla tela e si precipita negli occhi di chi guarda con la grazia irresistibile di una bella donna o di un grande film.

Tra Tamara de Lempicka e Edward Hopper, la poetica di Giò Stefan ridisegna il ritratto come apertura all’intimità della casa, ritraendo case, arredi e persone in paesaggi densi di un metalinguaggio fluido e armonioso, sottolineato dalla scelta di una gamma cromatica minimale che rende concreta la grande capacità di disegno dell’artista.
Il pennello della pittrice trevigiana ha la delicata fermezza di chi non si limita a guardare, ma vede nel profondo e di questa capacità – che è propria dei creativi, fa un linguaggio teneramente empatico. Giò Stefan ama i suoi soggetti, trova affascinanti le loro case, gli animali domestici, i libri o i fiori perchè ritraendoli sa che una persona – quella persona – è testimoniata anche da ciò di cui si circonda, e ne è influenzata. Ecco quindi ritratti che in un continuo gioco di specchi raccontano chi ha posato attraverso le sue scelte , trasformando la cronaca in storia e ricordo.